Quando e perché si parla di “crisi della coppia”?

Quando nasce una coppia, i due partner iniziano un viaggio che li accompagna, nel corso del tempo, attraverso diverse fasi che sono semplicemente l’evoluzione della coppia stessa. Però il passaggio da una fase ad un’altra rappresenta un momento di crescita e di cambiamento importanti e come tali devono essere affrontati mettendo in primo piano l’obiettivo comune del benessere e della sopravvivenza della coppia stessa.

Ogni famiglia è caratterizzata da una storia, dei valori, uno stile di vita: nel tempo, le esigenze e le necessità di ciascun membro del nucleo familiare cambiano (anche in rapporto all’età di ciascuno), e così, anche le regole, i ruoli e le funzioni all’interno della famiglia, mutano naturalmente per adattarsi a esigenze vecchie e nuove. I cambiamenti talvolta generano problemi e sono fonte di disagio.

Ogni fase è caratterizzata da specifici compiti di sviluppo, che comportano una ristrutturazione dei rapporti a livello di coppia, delle relazioni genitori-figli e di quelle con la famiglia d’origine e la cui soluzione consente il passaggio allo stadio successivo.

Gli eventi critici sono accadimenti che caratterizzano una fase del ciclo vitale, permettendo alla famiglia il passaggio allo stadio successivo. Dapprima la famiglia attraversa una fase di rottura con le precedenti modalità organizzative; successivamente, si instaura un momento di transizione che può sfociare in una riorganizzazione evolutiva della famiglia stessa, oppure, se questa non è in grado di superare i compiti di sviluppo richiesti dall’evento critico, in una destrutturazione del sistema.

MA QUALI SONO GLI EVENTI CRITICI CHE UNA COPPIA SI TROVA AD AFFRONTARE?

Generalmente le crisi coincidono con i momenti della vita familiare legati al suo ciclo storico.

Il matrimonio O l’unione della coppia

Premesso che una coppia può essere o non essere sposata, ricordo sempre una frase della “predica” di un Parroco durante la celebrazione del matrimonio: “Se pensate che dopo il matrimonio potete cambiare il partner, lasciate stare, con il matrimonio i difetti si amplificano, quindi o li amate sin da subito o è inutile illudersi che li cambierà per voi.”

Infatti con il matrimonio è richiesto il passaggio dall’innamoramento allo sviluppo di un vero legame d’amore. Nella quotidianità è messa alla prova la capacità di convivenza dei membri che devono modificare le proprie abitudini e i propri ritmi individuali in funzione del benessere del nuovo sistema.

La nascita del primo figlio

La nascita del primo figlio Implica il problema dell’inserimento “del terzo” nella coppia.

Il figlio irrompe nella coppia e vincola in maniera indelebile il legame genitoriale che si viene a costituire. Infatti, il legame genitore-figlio è per sempre: si può mettere fine a qualsiasi rapporto tranne che all’essere genitori.

Passare dall’essere solo coniugi o partners all’essere anche genitori è perciò una transizione chiave del ciclo di vita individuale femminile e maschile e del ciclo di vita della famiglia.

La nascita di un figlio, quindi, si può definire l’evento critico per eccellenza, perché obbliga ad una ridefinizione delle relazioni familiari e ad una conseguente nuova distribuzione dei ruoli, abitudini e priorità. Inoltre, ogni figlio successivo al primo provocherà ulteriori consistenti mutamenti alla struttura del sistema ed aggiungerà la gestione della relazione fraterna.

L’entrata dei figli nell’età scolare

La socializzazione comporta lo stretto e frequente contatto con altri gruppi familiari e, attraverso essi, l’introduzione di nuovi valori, abitudini, modi di vita, che mettono in discussione i valori familiari (fino ad allora assoluti e indiscutibili). E’ come se tutto d’un tratto ci si specchiasse e si vedessero tutti i difetti per la prima volta, non è facile accettarli e non è facile confrontarsi con pregi e difetti degli altri sistemi famiglia.

La pubertà e l’adolescenza dei figli

I figli impongono situazioni nuove e si mettono in discussione i valori familiari e gli ideali stessi. Le tensioni emotive legate a questa fase sono notevoli e innumerevoli, i momenti di sconforto e le auto-critiche sono all’ordine del giorno. Si inasprisce il conflitto edipico. L’obiettivo è quello di resistere e aspettare con ansia, la fine di questa fase che stanca fisicamente e mentalmente.

La crisi di mezza età dei genitori

Questo è il periodo in cui si fanno i bilanci di quanto è stato fatto/non fatto nella vita, ormai si è di fronte alla presa di coscienza che quello che si voleva da “giovani” ormai è fuori tempo. Si diventa insofferenti e più critici rispetto ai problemi non risolti relativi alla famiglia d’origine, alle norme sociali, alle convenienze e si cerca di ritagliarsi degli spazi individuali che possano esprimere le proprie passioni.

L’indipendenza dei figli

La coppia, che fino ad allora ha avuto come aspetto centrale la cura e l’attenzione della crescita dei figli, si trova sola. Dopo “una vita” intensa e rumorosa, ci si ritrova in silenzio, con ritmi sommessi. Si mettono alla prova la qualità e l’intensità del legame tra i coniugi. In questa fase potrebbero ricomparire difficoltà e conflitti irrisolti. Dopo una vita di compromessi con l’obiettivo di non turbare l’equilibrio del sistema famiglia, ci si sente liberi di esprimere le proprie opinioni e i propri sentimenti.

In aggiunta a queste fasi che vanno di pari passo con l’evoluzione della coppia stessa, si aggiungono

CRISI ECONOMICHE, POLITICHE, SOCIALI O DI SALUTE

Durante questi periodi la malleabilità della famiglia viene messa a dura prova ancora di più se capita in concomitanza con altre fasi critiche.

Ci troviamo in questi giorni a vivere una vita completamente differente, nella quale dobbiamo affrontare una quotidianità che non ci appartiene, le preoccupazioni e l’incertezza sul futuro sociale, economico, lavorativo e scolastico pesano come macigni e purtroppo non abbiamo il supporto fisico di amici o familiari. Oltre allo stress emotivo individuale dobbiamo gestire quello del partner, dei figli, dei genitori, cercando di incastrare le necessità di tutti come in un maxi puzzle senza avere però la minima idea di ciò che rappresenti.

E’ inevitabile che se la coppia già aveva qualche tentennamento, con questo cambiamento e con la convivenza esclusiva forzata si rischia di dare colpo di grazia, ecco perché, se c’è la volontà di stare insieme, è importante mantenere la comunicazione sempre attiva e sintonizzata sullo stesso canale e cercare di approfittare per portare alla luce vecchi rancori o incomprensioni.

Una cosa è certa, chi riuscirà a rimanere coeso e a completare questo maxi puzzle avrà raggiunto un grande obiettivo, avrà consolidato il sistema famiglia e riuscirà ad affrontare il futuro sicuramente in maniera più sicura e fiduciosa.

Se invece in questo periodo si sta prendendo coscienza di problematiche che non si possono risolvere perché ormai troppo tardi ma si vuole essere protagonisti e non subire le decisioni di terze parti, allora si può iniziare a cercare un Mediatore familiare che può supportare ed aiutare a capire come affrontare questa scelta passo dopo passo, con la finalità di avere una separazione che tuteli le esigenze di tutti, in primis i figli, qualora ce ne siano.  

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