FAQ

CHI E’ IL MEDIATORE FAMILIARE?
Il mediatore familiare è un professionista altamente qualificato che ha competenze di tipo sia giuridico che psicologico ed è inoltre esperto nelle tecniche di negoziazione. Normalmente si tratta di un avvocato, di uno psicologo o di un operatore sociale che si è poi ulteriormente specializzato attraverso appositi corsi post laurea.

CHE COSA FA IL MEDIATORE FAMILIARE?

Il mediatore familiare:

accoglie le persone ed il loro disagio
ascolta i bisogni e le esigenze di ciascuno
tiene conto del punto di vista di tutti e ne valorizza le risorse
aiuta le parti a comunicare in maniera rispettosa
stimola le persone a trasformare il conflitto in qualcosa di costruttivo nell’interesse di entrambi e degli eventuali figli
sottolinea l’importanza di decidere del proprio futuro in prima persona
mette al centro della negoziazione l’interesse dei figli
conduce le parti alla ricerca di un accordo personalizzato e vincolante.

 


CHE COSA NON FA IL MEDIATORE FAMILIARE?
Il mediatore familiare:

non parteggia per nessuno perché è un soggetto terzo che ha una posizione imparziale rispetto agli interessi in gioco
non rivela a nessuno ciò che viene a sapere nel corso della mediazione perché è tenuto al segreto professionale
non giudica l’operato delle parti perché il suo compito è accogliere e consigliare, non esprimere valutazioni
non si occupa del passato, ma lavora sul presente e sul futuro
non impone soluzioni pre-confezionate perché il suo obiettivo è ascoltare le parti ed aiutarle a trovare una soluzione personalizzata, giusta per le loro specifiche esigenze
non tenta di riconciliare né di separare i coniugi ma li stimola a capire ciò che realmente vogliono per se stessi e per la loro famiglia
non fa terapia di coppia ma aiuta le parti a riorganizzare le loro relazioni.


COS’E’ LA MEDIAZIONE FAMILIARE?
La mediazione familiare è un modo civile e consapevole di affrontare e risolvere in prima persona i conflitti familiari con l’aiuto di un terzo neutrale, il mediatore, che stimola le parti a comunicare in un clima di rispetto e ad individuare e tutelare i bisogni di ciascuno e quelli della famiglia nel suo complesso, con particolare riguardo ai figli.

A CHI PUO’ ESSERE UTILE LA MEDIAZIONE FAMILIARE?
La mediazione famigliare può essere utile:

alle coppie che intendono separarsi e desiderano concordare le condizioni della separazione decidendo in prima persona quale sarà il futuro proprio e dei propri figli
a tutti coloro che, all’interno della famiglia, vivono un conflitto e vogliono tentare di risolverlo direttamente, senza delegare a ciò l’autorità giudiziaria la quale non può far altro che limitarsi ad un’analisi superficiale e standard di problematiche che invece richiedono per loro natura un’analisi più approfondita e personalizzata.


A CHI NON Può ESSERE UTILE LA MEDIAZIONE FAMILIARE?
La mediazione non può essere utile:

a chi vuole vincere sull’altro e non insieme all’altro
a chi ama la contrapposizione a tutti i costi e cerca l’esasperazione del conflitto
a chi non è disposto a riconoscere dignità e rispetto al punto di vista dell’altro
a chi tiene conto solo dei propri bisogni
a chi intende usare i figli come strumento di ricatto e di vendetta
a chi preferisce delegare ad altri le scelte cruciali relative al futuro della sua famiglia


QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE?
Gli obiettivi della mediazione familiare sono:

accogliere il dolore delle parti prescindendo da qualsiasi giudizi
promuovere un dialogo sincero e rispettoso tra esse
analizzare i bisogni di ciascuno
aiutare le parti a trovare un accordo personalizzato che soddisfi tutti


QUALI ARGOMENTI SI POSSONO TRATTARE NELLA MEDIAZIONE FAMILIARE?
Nel corso della mediazione familiare possono essere affrontati e negoziati potenzialmente tutti gli argomenti che riguardano la famiglia: sono le parti a decidere di cosa parlare e su quali punti cercare un accordo.

I FIGLI PARTECIPANO ALLA MEDIAZIONE FAMILIARE?
Normalmente no: i figli, soprattutto se piccoli, non partecipano alle sedute di mediazione. Ai genitori spetta la responsabilità di decidere, con l’aiuto del mediatore, come riorganizzare la vita della famiglia per tutelare l’interesse dei figli ad avere, anche dopo una separazione, una madre ed un padre su cui poter contare e con i quali continuare ad avere rapporti significativi.

QUAL’E’ IL NATURALE EPILOGO DEL PERCORSO DI MEDIAZIONE FAMILIARE?
Generalmente il percorso di mediazione familiare si conclude con un accordo tra le parti che risolve la controversia. Se si sta negoziando una separazione tra i coniugi ne conterrà le condizioni con riguardo sia agli aspetti economici sia all’affidamento dei figli. Tale accordo, redatto dal mediatore sulla base delle decisioni dei coniugi, rappresenta un vero e proprio impegno scritto, debitamente sottoscritto dalle parti che dovrà poi essere portato ad un avvocato. Quest’ultimo si limiterà a riportarlo nel ricorso di separazione consensuale che depositerà presso il tribunale competente chiedendo al giudice di omologarlo.

QUALI SONO GLI STRUMENTI DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE?
Nel corso della mediazione, per aiutare le parti a trovare un accordo soddisfacente, vengono utilizzati dal mediatore una serie di strumenti:

di comunicazione
di negoziazione


QUALI SONO I TEMPI DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE?
La mediazione si articola in una serie di sedute della durata di circa un’ora/un’ora e mezza la cui cadenza (settimanale o bisettimanale) ed il cui numero varia in relazione alle esigenze specifiche della famiglia.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE?
I vantaggi della mediazione familiare sono molteplici e rilevanti:

abbassare il livello di conflittualità con una ricaduta positiva sui rapporti tra i coniugi e di questi ultimi con i figli
tutelare al massimo gli interessi dei figli prendendo coscienza che si può smettere di essere marito e moglie ma non si può e non si deve smettere di essere genitori
decidere in prima persona come riorganizzare la famiglia senza delegare a ciò i giudici
ridurre di molto le spese di giustizia
ridurre di molto i tempi della separazione


QUALI SONO I RAPPORTI TRA LA MEDIAZIONE FAMILIARE E LA PROCEDURA GIUDIZIARIA?
Si tratta in linea di massima di due percorsi alternativi. E’ pur vero che la mediazione familiare si conclude con un accordo e che tale accordo deve poi essere sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria ma in tal caso quest’ultima, nel rispetto delle decisioni delle parti, si limita a controllarne la conformità alla legge ed agli interesse dei figli.

E’ POSSIBILE INTRAPRENDERE UN PERCORSO DI MEDIAZIONE FAMILIARE SE C’E’ GIA’ UNA CAUSA IN CORSO?
Si. Quando nasce una controversia il percorso di mediazione familiare può essere intrapreso da subito, come scelta di campo alternativa alla procedura giudiziaria. ma la mediazione può anche essere intrapresa successivamente all’instaurazione di una causa civile. In questo caso non vi sono particolari problemi purchè la procedura giudiziaria venga immediatamente sospesa per tutta la durata del percorso mediativo.

LA MEDIAZIONE FAMILIARE E’ PREVISTA DALLA LEGGE ITALIANA?
Sì, la mediazione familiare è espressamente prevista dalla legge italiana ed in particolare dall’art. 155 sexies dalla legge n. 54 del 2006.

PERCHE’ GLI ACCORDI RAGGIUNTI IN MEDIAZIONE SONO STATISTICAMENTE PIU’ SOLIDI DELLE DECISIONI GIUDIZIALI?
Le statistiche confermano che gli accordi raggiunti dalle parti in mediazione sono più solidi nel tempo rispetto alle decisioni del giudice. Ciò dipende dal fatto che tali accordi derivano dalla comune volontà dei soggetti interessati e non sono imposte da un soggetto terzo, che poco o nulla sa delle effettive esigenze e dinamiche di quella specifica famiglia.

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